Antigone per la giornata contro la violenza sulle donne Teatro Sociale di Valenza

Antigone è l’opera che più di ogni altra, nel ricchissimo universo dei testi classici rappresenta la lotta, la determinazione, il desiderio di affermazione della donna.
Quanto mai opportuno, dunque, che sia una nuova rilettura della immortale tragedia di Sofocle a celebrare la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.
Tanto più rilevante e potente il messaggio poichè in scena sono attori giovanissimi che daranno vita e corpo alla tragedia greca per eccellenza, ovvero i ragazzi della compagnia PEM diretta da Gabriele Vacis.
Ci spiegano così il perchè della loro scelta: ” Un classico è qualcosa che non invecchia, che non ha età. E resta, sopravvive alle epoche perché il nucleo centrale di un classico è magma, è qualcosa che vuole districare e sciogliere i nodi di noi tutti, come specie umana. Una tragedia è qualcosa che non si può risolvere perché la sua struttura è lotta, e non prevede soluzioni se non il sangue”.
Chi è Antigone per noi? Che cosa significa Antigone adesso?
Da quando è nata, cioè nel V secolo a. C., fino ad oggi ha assunto valori diversi.
È stata l’eroina che combatte, sola, contro il potere costituito e la femminista, la ribelle.
Per alcuni altri è stata l’incosciente.
Ma oggi? Se Antigone avesse vent’anni chi sarebbe? Greta Thunberg o una rappresentante di estrema destra?
Secondo quella tradizione greca le colpe dei padri ricadono sui figli, e nella famiglia di Antigone ce ne sono di colpe da scontare: è la figlia di Edipo, l’uomo che dopo aver ucciso, senza saperlo, suo padre, divenne re di Tebe sposando la regina, sua madre.
Dalla madre-moglie ebbe quattro figli: Eteocle, Polinice, Ismene e Antigone. Quando Edipo scopre la verità, si acceca e maledice il destino e i figli: che si litighino il regno, a costo della vita.
Per evitare che la maledizione del padre si compia Eteocle e Polinice decidono di regnare su Tebe un anno ciascuno, comincia Eteocle ma alla fine di quello che sarebbe il suo mandato, decide di non rispettare il patto e di non consegnare lo scettro a suo fratello.
Polinice raduna un esercito e muove guerra contro Tebe, la sua casa.
Sul campo di battaglia i due fratelli si uccidono l’un l’altro, come il destino aveva minacciato. Il tiranno, Creonte, allora con un bando dichiara che Eteocle, morto da eroe per difendere la patria, venga sepolto con tutti gli onori ma che Polinice, in quanto criminale e nemico della patria, rimanga insepolto.
E qualora qualcuno non rispettasse la legge, quel qualcuno sarà messo a morte. Nessuno ha il coraggio di pronunciarsi, il coro dei vecchi farfuglia qualcosa ma il tiranno non ascolta – il popolo piega la testa e accetta quanto ordinato.
Ma Antigone no, decide di ribellarsi e con una manciata di terra e una preghiera sfida l’autorità, e la morte… questa complessità si può affrontare con cura, i sentimenti si possono “imparare”,
perlomeno si può imparare a gestirli, senza farsi travolgere dalla loro furia.
Lo spettacolo è inserito in una serie di iniziative promosse a Valenza per la GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE che vedranno coinvolta sotto il titolo di “Principesse guerriere” la scuola media Pascoli nell’evento “Musica per le donne” (ore 16:30), il Centro Comunale di Cultura nei “Quadri viventi” creati dagli sudenti del FOR.AL (ore 18:00) dove verrà altresì presentato lo spettacolo della sera Antigone.
Partner del Teatro Sociale di Valenza, sempre sostenuto dall’amministrazione comunale, saranno l’associazione me.dea centro antiviolenza da tempo attiva sul territorio a favore delle donne maltrattate e novacoop, storicamente sensibile a istanze sociali che donerà un omaggio floreale a tutte le donne partecipanti
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