Le opere di Leone Lodi, amico di Carrà, all’ex oratorio San Bernardino da Siena a Cassine

Cassine – L’ex oratorio di San Bernardino a Cassine ha il potenziale per essere un vero crocevia di esperienze. Ne sono convinti i protagonisti dell’incontro di ieri: la famiglia Verri che ha donato il bene e le opere di Leone Lodi a Fondazione Matrice, che, a sua volta, in collaborazione con Italia Nostra sezione di Alessandria e l’Associazione IRSAC assicura alla comunità un luogo aperto alla cultura e in dialogo con la bellezza del territorio. Sono intervenuti anche Marco Maccagno (architetto incaricato del recupero del bene) e Marina Paglieri (giornalista esperta d’arte). Un incontro caratterizzato da unicità di intenti dalla prospettiva di una mostra nel 2023 su Lodi e il rinnovo della ricorrenza di maggio dedicata a S. Bernardino.
S. Bernardino da Siena (1380-1444) è ricordato come ideatore del Cristogramma IHS – riportato su una tavoletta che lo stesso santo portava con sé nella sua intensa attività di predicatore in tutto il nord Italia – ed è indicato come protettore dei comunicatori e dei pubblicitari. Anche di questo si è parlato ieri all’incontro “Crocevia di Esperienze” dedicato all’oratorio di S. Bernardino da Siena, bene che Fondazione Matrice apre alla comunità e a iniziative culturali.
“Il Santo, noto per la sua intensa attività predicatoria, sapeva narrare, tocca a noi oggi sapere raccontare e rendere attraente questo territorio” ha affermato Otto Bugnano, direttore generale di Fondazione Matrice. “Come Fondazione, non vogliamo perdere l’aspetto spirituale, fondamentale per la nostra vita, e desideriamo contribuire a riconnettere la comunità di Cassine con S. Bernardino, riattivando la ricorrenza del 20 maggio dedicata al santo, secondo in ordine di importanza solo a San Francesco. Ma l’ex oratorio vuole diventare anche un punto culturale restituito alla cittadinanza e di riferimento per la comunità artistica. Vogliamo infatti avviare nuove riflessioni sul ruolo dei committenti e dell’arte contemporanea con una mostra che realizzeremo qui l’anno prossimo”.
Nel frattempo l’edificio di San Bernardino sarà sottoposto a un restauro conservativo, di cui è stato incaricato lo Studio Maccagno. “Abbiamo realizzato il rilievo architettonico del bene e stiamo proseguendo l’analisi diagnostica sulle parti interne ed esterne. Interverremo sul restauro degli intonaci degradati a causa dell’umidità di risalita o per infiltrazioni dal tetto. Le indagini stratigrafiche interne permetteranno infine di capire se esistono ancora intonaci originali e di scoprire eventuali coloriture da riproporre in fase di completamento del restauro” ha spiegato l’architetto Marco Maccagno “L’attuazione del progetto per lotti successivi permetterà di ottimizzare le tempistiche rispetto al rilascio dell’autorizzazione unica da parte della Soprintendenza e al reperimento delle risorse. Il primo intervento sarà sul manto di copertura per evitare ulteriori infiltrazioni all’interno.
L’organizzazione del cantiere consentirà inoltre l’eventuale utilizzo in sicurezza del bene per le attività culturali programmate anche in concomitanza con le fasi di recupero di S. Bernardino.”
La figura di Leone Lodi (1900-1974) – il cui importante archivio, in continuo aggiornamento per la scoperta di nuove opere dello scultore, è curato dall’Associazione a lui intitolata e guidata dalle figlie Daniela e Serena – sarà quindi approfondita grazie anche alla mostra che Fondazione Matrice ha preannunciato per il 2023. “Un artista molto importante nella costruzione della Milano del Ventennio” ha detto Marina Paglieri, giornalista esperta d’arte “Leone Lodi era in contatto con la cultura del suo tempo, in particolare il gruppo del Novecento di Margherita Sarfatti, e con artisti come l’alessandrino Carlo Carrà (nato a Quargnento), che lo stimava e aveva scritto di lui sulla rivista L’Ambrosiano. Lodi credeva fermamente nella necessità di armonia tra scultura e architettura e ha partecipato, come artista, alla realizzazione di edifici che hanno fatto la storia di Milano.” Si ricordano, tra le altre, le sculture per il Palazzo della Borsa, i leoni alati scolpiti per i palazzi delle Assicurazioni Generali, la “Donna seduta” nel Palazzo della Triennale, ma la sua produzione è stata vastissima sia nella dimensione monumentale che in quella più spirituale e intimistica.
La famiglia Verri ha donato il bene architettonico e ciò che esso contiene, in particolare le due opere in gesso realizzate da Leone Lodi che erano state gli studi per i bassorilievi in marmo (1949) per la tomba della famiglia Verri nel cimitero Maggiore di Milano. La segnalazione delle due opere di Cassine si deve a Francesca Petralia, presidente di Italia Nostra Alessandria. Al momento si conoscono poche opere di Leone Lodi in Piemonte, ma è possibile che ne esistano altre ancora da individuare: oltre a quelle in S. Bernardino a Cassine, anche un grande bassorilievo (1961) raffigurante la cena di Emmaus nella chiesa di S. Antonino a Occhieppo Inferiore nel Biellese, come ha ricordato Paglieri dall’intervista che ha fatto a Daniela Lodi.
Una curiosità: nell’oratorio di S. Bernardino è stata posizionata una targa dedicata ad Achille e Carlo Verri, accolta con entusiasmo dai discendenti presenti per l’occasione, felici di aver donato il bene a Fondazione Matrice. Il signor Verri, figlio di Achille, ha ricordato il padre, inventore dello Svitol e grande imprenditore fondatore della Arexons, unico dei fratelli nato a Cassine.
Crocevia di Esperienze è un progetto di Fondazione Matrice ETS e IRSAC-Istituto per la Ricostruzione Storica delle Arti e dei Costumi, nell’ambito di La Valle Bormida di Espone 2022, in collaborazione con Italia Nostra Sezione di Alessandria, con il sostegno di Regione Piemonte e il Patrocinio del Comune di Cassine.
L’Associazione Leone Lodi, fondata nel 2004 dalle figlie Daniela e Serena, è nata con le finalità di tutelare, divulgare e valorizzare il patrimonio artistico legato allo scultore www.leonelodi.it.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Print Friendly, PDF & Email