Pietro Morando a Cherasco: “Dal segno al racconto”

La mostra allestita e inaugurata a Cherasco il 28 maggio è il risultato di un progetto nato nel 1980 in occasione del 40° anniversario della scomparsa di Pietro Morando, il pittore alessandrino maggiormente connesso  con le correnti artistiche che hanno caratterizzato la prima metà del Novecento italiano. Lo slittamento dovuto alle obbligate chiusure della sede espositiva causa Covid, ha consentito di rimodulare la mostra avvalendosi per semplicità di sole opere provenienti da collezioni private.

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E’ scaturita così una rassegna antologica dell’artista alessandrino che ripercorre, con opere significative, molte delle quali inedite, tutti i momenti in cui si è articolato il suo variegato itinerario pittorico; un percorso che partendo dagli anni della sua formazione si conclude nel dopoguerra quando Morando individua una sigla espressiva personale e riconoscibile.

Una rassegna in cui è possibile ripercorrere l’evoluzione del suo percorso pittorico che negli anni ha raggiunto un così elevato livello qualitativo da ottenere riconoscimenti anche a livello nazionale come attestano le sue opere esposte nelle più prestigiose mostre italiane, dalle Biennali di Venezia alle Quadriennali romane.

La rassegna ha come punto di partenza i suoi esordi divisionisti sulla scia dei maestri alessandrini Morbelli e Pelizza, a cui lo legavano l’interesse per gli umili e i diseredati, si succedono alcuni disegni futuristi realizzati nel periodo in cui era ospite di Morbelli a Milano. Prosegue con le drammatiche, talvolta tragiche, immagini dei disegni di guerra alla quale ha partecipato volontario nel corpo degli ‘Arditi’. Molti di quei disegni, pubblicati e presentati da Leonardo Bistolfi in un prezioso volume dal titolo I giganti, sono oggi di proprietà del Museo della Guerra di Rovereto.

Seguono le opere del primo dopoguerra quando, Morando aderisce al clima del “ritorno all’ordine” entrando in dialettica con le opere dell’amico Carrà, che resterà un suo costante punto di riferimento, di Felice Casorati e con le sculture di Arturo Martini, massimi protagonisti di quella stagione. Influenzato dal “primitivismo neogiottesco” di Carrà, nella seconda metà degli anni ’20, elaborala figura del viandante, le tavolate di viandanti e alcune Annunciazioni ispirate al Beato Angelico. E’ documentata anche la fase del suo “primitivismo agreste”, fortemente radicata nella sua terra d’origine, con le famiglie contadine ritratte nella quiete idilliaca delle pause di lavoro e i mercati monferrini del bestiame per proseguire in seguito, con i possenti e dolenti contadini al lavoro, dipinti con toni di accorata partecipazione.

Infine sono esposti numerosi esempi della sua pittura del secondo dopoguerra, realizzati dopo la virata espressionistica e cubista che lo ha portato a deformare e a ingigantire le forme squadrate e spigolose come fossero intagliate nel legno. Periodo in cui, insieme alla riproposta di temi già trattati in precedenza, caratterizzati però un’ulteriore semplificazione e schematizzazione geometrica delle figure, l’artista ha realizzato alcune opere significative dedicate ai luoghi più emblematici della natia Alessandria, alle sue piazze, alle sue strade, ai suoi palazzi, prive di presenze umane e immerse in un’immobile e silenziosa atmosfera metafisica.

Quadri che rappresentano un amoroso e spontaneo omaggio alla città dove è nato, dove ha sempre vissuto e lavorato e per questo ne ha saputo cogliere l’essenza più segreta.

La rassegna è accompagnata da un catalogo corredato da un saggio critico che ripercorre tutta la sua carriera di pittore e dalle riproduzioni fotografiche di tutte le opere esposte.

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Rino Tacchella

LUOGO
Sale dello storico Palazzo Salmatoris di Cherasco
Via Vittorio Emanuele, 31 – 12062 Cherasco (CN)
PERIODO
Dal 28 maggio 2022 al 18 settembre 2022
ORARI
Mercoledì, giovedì e venerdì: 15.00 – 19.00
Sabato e domenica: 9.30 – 12.30 / 15.00 – 19.00
INFO
TEL. 0172 427050
MAIL ufficio.stampa@comune.cherasco.cn.it

CATALOGO IN MOSTRA

INGRESSO LIBERO

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