Una corte sospesa fra medioevo e barocco: il Broletto di Novara.

Il centro di Novara è ordinato, pulito, tortuoso dov’è rimasto medievale, elegante e un po’ freddo dove è diventato classicheggiante. C’è un Castello dove più che altro è rimasto un grande fossato, ma dove con quel poco rimasto, ottimamente restaurato, a Novara ci fanno notevoli mostre. E poi c’è una corte, o meglio un grande cortile, che nel loro dialetto chiamano “brolo” e da qui han preso il nome di Broletto. Che è un posto che la prima volta che ci entri rimani a bocca aperta (almeno: a me è successo), perché stai fra antiche e nuove strutture, fra una scala rifatta, ma rifatta bene, che sembra davvero medievale, e il porticato decisamente di foggia gotica, con archi ogivali e sovrastato da cinque finestre, con decorazioni in cotto, del Palazzo del Podestà, ma anche una spettacolare loggia barocca. Sfido chiunque abbia un minimo di sensibilità artistica e architettonica entrare in quella corte e rimanerne indifferente, senza girare su sé stessi per cercare di catturare in uno sguardo a 360° tutta la notevole bellezza di un posto che non ha eguali in Piemonte, ma è diffuso soprattutto in Lombardia (Milano, Cremona, Crema eccetera).

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In realtà si trattava, in origine una corte recintata destinata allo scambio delle merci e alle funzioni pubbliche nel cuore della città, una specie di Foro senza pretese architettoniche. Poi accadde che un Imperatore assai battagliero, conosciuto come Federico Barbarossa, venisse in Italia a combattere contro i Comuni rivoltosi, e finì di prendersele, nella Battaglia di Legnano, dalla cosiddetta Lega Lombarda. Dopo di che tutti quanti firmarono, nel 1183, la Pace di Costanza. Ovviamente sto semplificando davvero moltissimo, ma questo è un articolo che vuole magari invitarvi ad un viaggetto a Novara, non un trattato di Storia Medievale. Potrete trovare online molte notizie in merito. Comunque, dopo la firma di tale trattato, il Comune di Novara, così come altre città padane, costruì gli edifici per le assemblee e l’amministrazione della giustizia. Quasi come se queste piccole città della Provincia Lombarda e Piemontese avessero raggiunto finalmente la coscienza di poter durare anche nell’architettura cittadina e nella dignità stessa di Città. E fu così che a Novara intorno al brolo vennero edificati splendidi edifici, e il cortile dei commerci divenne il Broletto.

Come tante altre meraviglie d’Italia, anche il Broletto subì, già dalla metà del XVI secolo, un generale degrado, e solo durante gli anni tra il 1926 e il 1936 si ebbe un complessivo restauro del Broletto. La sala dell’Arengo (ovvero la grande sala di ricevimento del Palazzo Comunale, che lì aveva sede) venne sistemata a spazio espositivo nel 1964, mentre il notevole fregio del cortile venne restaurato nel 1978 e la facciata del Palazzo dei Paratici nel 1993. Il complesso del Broletto stato riaperto al pubblico solo nel 2011, dopo un completo restauro, ed è sede della splendida Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni.

E qui sicuramente il mio invito a visitare il Broletto e la Galleria diventa ancora più convinto, perché di tratta di un insieme di dipinti di livello eccellente, ed oltretutto disposti stupendamente all’interno dei saloni antichi e magnifici del Palazzo. I nomi sono di indiscussi Maestri, da Enrico Lionne a Plinio Nomellini, da Giovanni Fattori a Daniele Ranzoni, per cui la passeggiata tra i quadri di  questa esposizione, se appena appena vi interessa l’Arte, sarà davvero indimenticabile. Se voleste farvi un’idea di quale scrigno di autentiche meraviglie sia la Galleria Giannoni, potete visitare il sito https://www.galleriagiannoni.it/it/home.

Vi parlerò su questa pagine di altri luoghi assai interessanti di Novara, ma credetemi se vi dico che non rimpiangerete una visita allo splendido Complesso del Broletto, che  ho cercato di farvi conoscere almeno un po’ in questo articolo.

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