Un viaggio di 5000 anni nel più remoto passato dell’umanità: il parco archeologico di Aosta.

Mi capita di andarci per lavoro, ad Aosta, ogni tanto, da tanti anni. Ho imparato ad amare e conoscere quella piccola città dove un magnifico centro storico, che può donarci parecchi momenti di autentica meraviglia, è contornato da una sorta di grande periferia. Vi basti pensare, a conferma di quanto vi sto dicendo, che nell’arco di poche centinaia di metri abbiamo una serie di testimonianze archeologiche, dell’antica presenza Romana, davvero incredibile!

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Tutti lo sanno, certo, che Aosta (Augusta Prætoria Salassorum) è stata un’importante città Romana (fondata nell’anno 25 A.C.)…ma prima? Prima ci abitava un popolo celta, che è passato alla storia come il popolo dei “Salassi”… Pensate che una leggenda (ma quante leggende nella Storia!) narra che i Salassi discendessero direttamente da Ercole. Questo popolo, di cui non è che si sappia molto bene la provenienza, avrebbe fondato la città di Cordelia. Nel II sec. A.C., quindi, la Vallée era occupata dai Salassi… ma solo prima che l’allora giovanissimo Impero Romano (era l’epoca, appunto, di Ottaviano Augusto, primo imperatore), decidesse di allungare le sue mani voraci anche su questa terra aspra, ma importante come via di passaggio fra il Norditalia e il nord europeo. Ma questa è un’altra storia, che, se mi sarà possibile, vi racconterò in altri articoli.

Ma, prima ancora? Prima ancora c’era la civiltà megalitica, della quale ad Aosta abbiamo bellissime e significative testimonianze. E allora lasciate che vi inviti ad un viaggio in un luogo incredibile di Aosta, modernissimo come struttura, ma contemporaneamente lontanissimo nel tempo: l’Area megalitica di Aosta, in Corso Saint-Martin de Corléans. Credetemi, non ve ne pentirete.

Pensate che l’area archeologica di Saint- Martin-de-Corléans (prende il suo nome dall’antica chiesa accanto al quale è situata), che è uno dei più interessanti ritrovamenti preistorici europei, è stata scoperta solo per puro caso nel 1969, mentre si scavavano le fondamenta per l’edificazione di un palazzo: le ruspe hanno portato alla luce una delle stele antropomorfe ancora eretta. Fu così che venne scoperto questo vasto giacimento archeologico, che con ripetuti interventi di scavo ha potuto mettere in risalto l’intera evoluzione di questo sito. Che oggi è uno splendido gioiello museale, che consente un percorso di visita veramente intelligente e suggestivo.

Perché il percorso espositivo dell’area megalitica di Aosta corrisponde con una vera e propria discesa temporale dall’odierno alla preistoria: lungo un tragitto costellato da immagini riferite alla storia umana, le passerelle dall’ingresso del museo conducono il visitatore al livello del sito archeologico vero e proprio, a circa 6 metri sotto il livello stradale. Qui si apre allo sguardo un ambiente grandioso: l’effetto cercato è quello di una comprensione visiva emozionale dell’insieme, colto come complesso monumentale, modulato dall’illuminazione che muta gradatamente con riferimento alle diverse ore del giorno.

Attraversando la dimensione del tempo, i toni delle luci colorano l’atmosfera che avvolge i reperti archeologici, il dolmen, le stele abbattute, le piattaforme, le tracce delle arature. Di fatto in questa fantastica “area megalitica” sono state individuate cinque fasi strutturali che, a partire dal Neolitico recente (fine del V millennio a.C.) e attraverso tutta l’Età del Rame (IV-III millennio a.C.), giunge all’Età del Bronzo (II millennio a.C.).

La singolarità di quest’area consiste nel fatto che non è un semplice allineamento di menhir o di stele antropomorfe, ma neppure si tratta di una semplice necropoli o di singole tombe composte da Dolmen: i ritrovamenti mostrano invece l’esistenza di un’area sacra vasta e complessa. destinata sin dall’inizio a essere sede di ricorrenti manifestazioni legate al culto e alla sepoltura. Gli archeologi hanno potuto stabilire che l’area, configurata dapprima come un santuario all’aperto destinato al culto dei viventi, assume poi negli ultimi secoli del III millennio funzioni funerarie, divenendo un’importante necropoli, con tombe monumentali di varia tipologia megalitica.

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Nella necropoli possiamo trovare l’allineamento di 24 pali totemici in legno orientati da Nord Est a Sud Ovest, progressivamente affiancati e poi sostituiti da più di 46 imponenti stele antropomorfe, prima vera manifestazione del megalitismo in quest’area, magistrali capolavori della statuaria preistorica. Poi la destinazione d’uso dell’area si fa nettamente funeraria con la costruzione delle prime tombe megalitiche, probabilmente occupate da membri di eminenti famiglie della comunità, costruite totalmente fuori terra.

Questo importantissimo ritrovamento ci fa supporre che Aosta avesse, sin dai tempi più remoti, una posizione geograficamente strategica, di collegamento fra la Pianura Padana, la Francia e la Svizzera, ma anche che questa via di comunicazione era già ampiamente utilizzata in epoca preistorica e protostorica. Aggiungo che a dimostrazione che l’Europa era già una realtà culturale in tempi remotissimi, fanno fede i ritrovamenti archeologici del Sion, nell’alta valle del Rodano, che hanno portato alla luce un grande complesso con stele antropomorfe e monumenti funerari del tutto simili a quelli rinvenuti ad Aosta.

Insomma, in conclusione, l’Area megalitica di Aosta, in Corso Saint-Martin de Corléans, è un luogo unico e fantastico, che genera nel visitatore attento un’incredibile fascinazione, per queste testimoniante di un’umanità così remota, ma che nel culto dei propri morti, infine, probabilmente ci assomiglia moltissimo.

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