I cori piemontesi chiedono di poter tornare a cantare

ALESSANDRIA – Il coro è un insieme di voci che si fondono. L’attività corale è fatta, per sua natura di condivisione tra persone che vi si dedicano per passione e per piacere di stare insieme. Cantare in coro, in questo periodo di distanziamenti e regole anti-Covid, sembra la cosa più pericolosa e illegale che si possa immaginare. Per questo tanti gruppi attivi sul territorio alessandrino e regionale stanno soffrendo per questa prolungata inattività della quale non si vede ancora la fine. Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Cori Piemontesi però non ha mai smesso di far sentire supporto e vicinanza ai propri gruppi iscritti.

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Raffaella Tassistro, segretaria del consiglio di presidenza ACP e responsabile dei cori della provincia di Alessandria, membro del Coro Cantica Nova e Direttore Artistico dell’Accademia MusicArte, ci racconta come i gruppi corali hanno affrontato quest’anno di pandemia.

Da quanto tempo i cori non cantano più?

In estate e nei periodi possibili, in regola con tutte le direttive dettate dai DPCM, alcuni cori sono riusciti a riprendere le prove in presenza ma, indubbiamente, tante persone avevano e hanno ancora paura. Solo qualche coro è riuscito ad organizzare un’esibizione sempre nel rispetto di tutte le restrizioni. Durante i diversi lockdown alcuni gruppi hanno organizzato prove online per lo studio delle parti, questo ha aiutato a mantenere vivo il rapporto fra i coristi ma il lavoro musicale è certamente impossibile svolgerlo sulle piattaforme web. Far coro vuol dire vivere insieme la musica che si sta eseguendo e il web ci priva di tutte quelle sfumature che creano l’emozione e l’armonia”.

Quali sono le paure all’interno dei cori?

Il lungo periodo di stop di tutte le attività ha segnato profondamente le persone che hanno perso abitudini e stimoli, i coristi più fragili d’età potrebbero aver paura nel riprendere le prove. Ci auguriamo che il Covid non abbia spento la passione di troppi. Bisogna ritrovare le motivazioni, la bellezza di cantare insieme e la routine di uscire di casa per le prove. D’altronde il coro è inclusione sociale, è stare insieme, questa è la sua natura”.

Quali sono state le attività organizzate da ACP in quest’anno di clausura?

ACP ha organizzato due edizioni di Polifonie e Dintorni, la seconda è in corso in questi mesi: incontri online di formazione per tutti, coristi, direttori e appassionati di musica corale. I webinar toccavano diversi aspetti della coralità: gestione burocratica, strategie e suggerimenti di vocalità, programmazione e formazione dei vari tipi di cori, da quelli scolastici a quelli infantili, dai cori A.N.A. a quelli liturgici, dai gruppi vocali ai cori polifonici, dai cori gospel al musical. Inoltre Polifonie e Dintorni è una co-progettazione di  ACP e dell’Istituto Marconi Antonelli di Torino, nell’ambito delle reti “Primamusica DM8 e MIRÈ Piemonte”, e il percorso formativo è riconosciuto ai sensi della direttiva MIUR n° 170 del 2016. Quindi una grande opportunità anche per tutti i docenti della scuola dell’obbligo che partecipano. Stanno seguendo i nostri webinar persone da tutto il Piemonte ma anche da tutta Italia, segno della grande rete di cui fa parte ACP che aderisce a FENIARCO”.

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Un grande impegno corale in Piemonte?

Certamente! I cori tengono viva la Cultura anche e soprattutto nelle zone più svantaggiate e distanti dai grandi centri musicali, creano un indotto non solo culturale ma anche economico e turistico. Inoltre il nostro Presidente ACP, Ettore Galvani, è stato nuovamente eletto anche a guida di FENIARCO (Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Corali) e Carlo Pavese, anch’egli torinese, è Presidente di ECA-Europa Cantat (European Choral Association), inoltre Alberto Veggiotti, novarese, è Presidente dell’Associazione Nazionale Pueri Cantores. Direi che il Piemonte e ogni nostro coro ha un grande impegno non solo all’interno della Regione ma a livello nazionale e europeo”.

Come pensi sarà il futuro della coralità?

La coralità ha sicuramente sofferto il distanziamento ma è compatta nello spirito e negli intenti. Affronterà sicuramente la ripresa nel rispetto di tutte le regole, forse con uno scenario diverso come numero di coristi all’interno dei cori. Sono sicura comunque che saprà reagire come ha sempre fatto a questa complicata situazione che coinvolge tutto il comparto della cultura italiana”.

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Quale sarà il prossimo impegno di ACP?

Sicuramente le riunioni provinciali che si svolgono ogni anno in questo periodo. Giovedì 25 febbraio alle ore 21 ci sarà l’appuntamento online con tutti i cori della provincia di Alessandria e Asti. Un momento importante di confronto per la crescita dell’associazione e della coralità alessandrina, astigiana e piemontese. Parteciperanno tutti i rappresentanti dei cori già iscritti e quelli che vogliono conoscere ACP. E poi, speriamo di tornare presto a cantare! Noi siamo pronti, e voi?

L’Associazione Cori Piemontesi è un sogno in movimento che ci chiama tutti in causa; un sogno rinfrancato dalla presenza sul territorio di tutti quei cori che con sforzo, volontà e passione diffondono la nobile e antica arte del canto. Spirito e visione della coralità che opera sul territorio piemontese, che simbolicamente unisce tutte le generazioni e tutte le espressioni musicali del mondo in un unico immenso spettacolo di voci e colori che non aspetta altro che tornare a cantare.

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