Coronavirus, in Piemonte somministrato il 23,5% delle prime dosi

TORINO – Prosegue la Fase 1 della campagna vaccinale contro il Covid-19, che anche in questi giorni di festa sta continuando come da programma in tutto il Piemonte. Nella sola giornata di oggi, 2 gennaio, dalle 7.00 alle ore 18.00, sono state 3.584 le persone ad avere ricevuto la prima dose del farmaco della Pfizer.

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Salgono così a 9.608 (dato in progressione, aggiornato alle ore 18) i soggetti già vaccinati in Piemonte, con l’utilizzo di una quota pari al 23,5 % delle prime 40.000 dosi consegnate il 30 dicembre agli hub territoriali. Il Piemonte si conferma quindi tra le Regioni dove la campagna sta proseguendo con maggiore efficienza.

La Fase 1, come noto, coinvolge il personale del servizio sanitario regionale, accanto a ospiti e operatori delle Rsa.

«Ringrazio tutto il personale del servizio sanitario regionale che dà prova di grande responsabilità ed efficienza – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi -. Sono lieto che la vaccinazione stia proseguendo non solo negli ospedali, ma anche nelle RSA e stiamo lavorando con il ministro Speranza per una norma di copertura nazionale che risolva il problema del consenso informato soprattutto nelle Residenze socio-assistenziali, dove abbiamo tanti soggetti fragili che purtroppo non sono autonomi nell’esprimere la propria volontà».

«Non possiamo che essere soddisfatti di questi dati – commenta il commissario per la vaccinazione anti-covid, Antonio Rinaudo -. La macchina organizzativa che abbiamo messo a punto sta dando i suoi frutti. Desidero anche esprimere il mio plauso ai dipendenti del servizio sanitario regionale, che, nonostante le ferie natalizie, non hanno mancato il loro appuntamento con questo passaggio fondamentale per sconfiggere il covid, dimostrazione del loro grande senso di responsabilità e della consapevolezza della centralità del loro ruolo in questa battaglia contro la malattia».

«Siamo felici che la campagna sia partita nel migliore dei modi – aggiunge il commissario generale dell’Unità di crisi, Vincenzo Coccolo -. Questa prima fase sarà anche un test importante in vista della vera sfida per la vaccinazione di tutta la popolazione, che richiederà uno sforzo senza precedenti al nostro sistema e alla cui organizzazione stiamo già lavorando».

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