Covid, +20% in fila per fare la spesa per la paura di nuovo lockdown

Rispetto alla scorsa settimana, con la paura di un nuovo lockdown, sono iniziate le file davanti a supermercati, negozi e mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove si stima un aumento della clientela in media del 20% per fare scorte di prodotti alimentari.

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E’ quanto emerge da un monitoraggio Coldiretti dopo l’impennata dei casi di contagio che potrebbe portare a misure più restrittive. Ad essere maggiormente richiesti sono prodotti di base della dieta alimentare come frutta e verdura ma anche pasta, riso, uova, farina, zucchero, salumi, formaggi e vino da mettere in dispensa per fare scorte.

L’approvvigionamento alimentare è assicurato, occorre evitare inutili file che favoriscono gli assembramenti ed aumentano il rischio della diffusione del contagio ma anche mettono inutilmente sotto stress il sistema dei rifornimenti e i lavoratori coinvolti. I rifornimenti alimentari sono garantiti nei mercati e nei supermercati. Una corsa agli acquisti che si è verificata anche in provincia di Alessandria per cibi e bevande che non è giustificata – ha affermato il Presidente di Coldiretti Alessandria Mauro Biancograzie al lavoro su tutto il territorio nazionale di 740mila aziende agricole e stalle, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione con 230mila punti vendita tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica. E sono oltre tre milioni gli italiani che continuano a lavorare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione”.

Con l’attuale emergenza, l’invito alla distribuzione commerciale ed ai consumatori è quello di privilegiare sugli scaffali prodotti Made in Italy duramente colpiti dalla chiusura anticipata alle 18 della ristorazione che ha un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre un miliardo per le mancate vendite di cibo e bevande nel solo mese di applicazione delle misure di contenimento.

Un drastico crollo dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari con alcuni settori, come quello vitivinicolo, in cui la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

A spingere gli acquisti è sicuramente il clima di incertezza riguardo la diffusione del contagio che preme a fare provviste più abbondanti ma anche la tendenza a consumare cibi ricchi di fibre e vitamine che aiutano il corpo umano a rafforzare le difese immunitarie, come consigliato da molti medici e ricercatori – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo –. Dal primo giorno dell’emergenza non ci siamo mai fermati e siamo rimasti il più possibile vicino ai cittadini. Sia nelle piazze che nei Mercati Coperti di Campagna Amica, al primo posto c’è la sicurezza, si può fare la spesa nel pieno rispetto dei protocolli anti contagio, con ingressi contingentati e obbligo per tutti, consumatori e operatori, di mascherina e guanti”.

In questo momento di grande incertezza acquistare prodotti a chilometri zero è un segnale di attenzione al proprio territorio, all’ambiente e al paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale in un momento di difficoltà. Esattamente come accade negli agrimercati della provincia e nel mercato coperto di Campagna Amica via Guasco ad Alessandria.

Siamo di fronte a uno scenario totalmente nuovo – hanno concluso Bianco e Rampazzo -, l’evolversi della situazione sta mettendo a dura prova la resilienza delle imprese con situazioni molto diversificate che nella guerra al virus vanno dall’adozione di nuove misure di sicurezza alla difesa dei posti di lavoro e delle attività: ognuno di noi però può fare la sua parte scegliendo il #MangiaItaliano”.

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