Marnati: “La Regione si muove. Per i nostri corsi d’acqua servono misure strutturali e non emergenziali”

TORINO – Altro passo in avanti per il “Contratto di fiume” del torrente Stura di Lanzo: la Giunta regionale ha dato parere positivo alla Vas (valutazione ambientale strategica), passaggio fondamentale e propedeutico alla sottoscrizione del “patto” siglato nel 2013, coordinato dalla Città Metropolitana di Torino e che vede coinvolti 36 comuni, oltre ad attori privati.  Finalità del “Contratto di fiume” (introdotto dalla Regione con il piano di tutela delle acque) è quella di promuovere tra i vari attori territoriali, pubblici e privati, in modo sinergico, coordinato e corale interventi strutturali lungo tutta l’asta del fiume, dalla sorgente alla confluenza con il Po perseguendo, tra le finalità, la mitigazione del rischio idraulico e la riqualificazione delle sponde. Temi, mai come in questo periodo, di stretta attualità alla luce degli eventi alluvionali che agli inizi di ottobre hanno colpito duramente alcune zone del Piemonte.

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La Regione si muove. Oggi più che mai, alla luce di eventi eccezionali conseguenti ai cambiamenti climatici, i nostri corsi d’acqua – commenta Matteo Marnati, assessore regionale all’Ambiente – necessitano di misure strutturali e coordinate, e non di interventi emergenziali o a spot”. “I contratti di fiume – aggiunge – sono uno strumento importante, oggi ancora di più, per avere un unico spartito sul quale modulare gli interventi a medio e lungo termine. Ci prendiamo cura del nostro territorio”.

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