AcdB Museo: Alessandria città delle Biciclette

Alessandria non poteva non avere un museo dedicato alla bicicletta, perché è nella storia del ciclismo, perché i nostri territori hanno dato i natali a campioni immensi e sono stati teatro delle corse e degli allenamenti di atleti che hanno fatto grande lo sport del ciclismo.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Nomi come Giovanni Cuniolo, Costante Girardengo, Fausto e Serse Coppi, risuonano ancora adesso nelle parole dei telecronisti ora impegnati nel Giro d’Italia 2020 in pieno svolgimento in un periodo dell’anno nel quale si dovrebbe essere a fine stagione, ma che, causa Covid è nel bel mezzo.

La redazione di alessandria24.com ha avuto il privilegio di incontrare e scambiare quattro chiacchiere con Roberto Livraghi, direttore del Museo AcdB Alessandria città delle Biciclette.

Direttore, grazie per averci ricevuto e ospitato. Quando nasce questa idea, questo museo, che possiamo dire, ha al suo interno, dei pezzi veramente unici.

Il museo nasce nel 2016 come mostra e, grazie ai prestiti di due grandi collezionisti come Giovanni Meazzo e Giuseppe Dottino, ha potuto contare fin dall’inizio sulla possibilità di mostrare delle biciclette veramente straordinarie. Il museo però vuole raccontare la storia del rapporto che lega gli alessandrini con la bicicletta ed è un rapporto che nasce addirittura a metà dell’ottocento grazie a Carlo Michel, imprenditore e produttore di birra il quale, recatosi nel 1867 all’Expo di Parigi, porta in Alessandria un velocipede e da quel momento nasce la passione.

Pochi anni dopo nasce il glorioso C.V.A. Circolo Velocipedisti Alessandrino e alla fine dell’ ottocento, grazie proprio a Michel ed a Carlo Cavanenghi, presidente del C.V.A.,  Alessandria diventa la capitale del ciclismo italiano, perché l’unione velocipedistica italiana, l’antenata dell’attuale federciclismo per 17 anni ha sede ad Alessandria. Quindi questa città che ospita avvenimenti così importanti, inevitabilmente è il centro di una provincia in cui successivamente nascono personaggi del calibro di Costante Girardengo e Fausto Coppi, quelli che tutti oramai considerano i Campionissimi.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

La nostra provincia è anche l’unica ad avere tre musei del ciclismo. Oltre a noi, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure e Casa Coppi a Castellania, una ricchezza, una risorsa che io credo gli alessandrini debbano esserne fieri.

Ci illustra alcuni pezzi che sono presenti all’interno del museo?

Oltre al “bicicletto” così chiamato il velocipede di Michel di cui abbiamo parlato prima, abbiamo la bici di Serse Coppi. Da quando è aperto il museo, a rotazione, abbiamo avuto tre biciclette su cui ha pedalato Fausto Coppi, una di queste ce l’ha prestata il figlio, Faustino, proprio in occasione dell’inaugurazione.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Quest’anno è il centenario della nascita di Luigi Malabrocca storica maglia nera del Giro d’Italia del secondo dopoguerra, colui che ha insegnato a tutti che si può vincere arrivando ultimi. Abbiamo proprio la sua bici, prestito di un collezionista di Tortona il quale è l’unico in Italia a possedere una bicicletta su cui ha pedalato il ciclista tortonese.

Dottor Livraghi, ho visto una gigantografia di quella famosa foto della borraccia. La borraccia passata tra i grandi rivali: Coppi la passa a Bartali o viceversa. Come è andata realmente?

Oramai è storia. Noi l’anno scorso abbiamo ospitato una mostra che si chiama “Scatti” nella quale erano esposte centinaia di foto di Vito Liverani, colui che ha scattato quella fotografia ed esiste una testimonianza che dice che quella foto è frutto di un accordo. Una foto costruita. Coppi e Bartali si sono prestati a fare questa fotografia insieme al direttore di corsa che gli ha consentito durante una tappa di fermarsi un attimo con il fotografo per inscenare questo siparietto. Non è ancora chiaro chi abbia passato la borraccia a chi, ma la cosa sostanziale è che la foto fu costruita.

Ringraziamo Roberto Livraghi per questa interessantissima chiacchierata e diamo alcune info per coloro che vogliono visitare il museo.

Il museo ha un sito su cui trovate, non solo le informazioni, ma anche un paio di mostre virtuali che abbiamo realizzato in tempo di Covid. Il museo è aperto nonostante le restrizioni il sabato e la domenica al mattino e al pomeriggio con orari 10-13 e 16-19. Ci trovate a Palazzo Monferrato, in Via San Lorenzo, 21 ad Alessandria in pieno centro storico.

Ciclisti e appassionati di ciclismo, questo museo è uno dei paradisi della bicicletta: merita una visita. Forse anche più di una.

 

 

Print Friendly, PDF & Email