Partono i saldi… ed è subito polemica

Venerdì scorso, nelle tradizionali vie dello shopping,  i commercianti del centro città hanno cercato di reagire a questo terribile momento di crisi dando vita alla “notte dei saldi” in concomitanza con l’avvio della stagione dei grandi sconti.
L’iniziativa, che oseremmo definire quantomeno coraggiosa, oltre che meritoria, a qualcuno non è piaciuta tanto che un locale organo di stampa ha dato voce a queste critiche, sintetizzate nel concetto “la notte dei saldi in centro è un flop”.
La tesi è che si è vista tanta gente a passeggio, ma che di acquisti se ne sono fatti veramente pochi.
Tra i commercianti che hanno tenuto aperto c’è stata una vera e propria levata di scudi.
Tra gli altri, la più battagliera è Daniela Bina, la titolare di Cioci Ricci, in via San Lorenzo, di cui riportiamo lo sfogo:
“Sapete cosa significa essere Commercianti nell’ A.D. 2020:
1) Cassetti azzerati per 67 giorni
2) Fornitori, tasse, imposte e scadenze varie da pagare
3) Aiuti minimi
4) Ripartenza in sordina
5) Riformulazione del lavoro con iniziative messe in campo, non senza difficoltà ( causa limitazioni Covid19)
6) Saldi anticipati, con comunicazione data all’ultimo ( confusione a gogò)
7) Magazzini e negozi allagati grazie al downburst ( perché dire: forte raffiche di vento durante un violento temporale non fa figo)
E se questo non bastasse ancora (d’altronde siamo solo ad agosto e l’anno domini 2020 non è ancora finito), i negozianti del centro devono anche leggere articoli della stampa locale che rema contro (a che scopo non si sa)”.
Riesce difficile capire che cosa dovreste fare per animare le vie del centro e tentare un ritorno alla normalità…
Vabbè archivieremo anche questo atteggiamento avverso nei nostri confronti e risponderemo con l’unico modo che conosciamo: aprendo le nostre attività e mettendo in campo, nel limite del possibile, ogni iniziativa che consentirà di rendere viva questa città.
D’altronde si sono accorti tutti di cosa significa avere un centro quasi totalmente chiuso.
Se però ad alcuni sta bene che il commercio di vicinato chiuda definitivamente che parli chiaro…o taccia per sempre, lasciandoci lavorare in tranquillità (cosa di cui abbiamo bisogno tutti, commercianti e non).”
Sarà un caso, ma questa polemica nasce dopo una serata in cui ad essere rimasti chiusi sono stati pressoché solo i punti vendita delle grandi firme, le catene della larga distribuzione e dell’omologazione dei consumi (e dei cost). I piccoli non contano, anche se sono loro a preservare l’immagine vera e storica del centro alessandrino.
Noi non abbiamo i numeri per dire se venerdì scorso gli incassi sono stati buoni o no, ma pensiamo che non sia questo il problema.
Il fatto è che qualcosa, per far ripartire questa città di fantasmi, deve essere fatto.
Solo chi fa, magari, può sbagliare, ma almeno ci prova e merita tutto il nostro plauso.
Ad Alessandria, invece, avere delle iniziative da fastidio, è una colpa. Cui prodest?

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