Piemonte: no alle palestre usate come aule

L’Azzolina ne ha inventata un’altra delle sue.

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Con il nuovo Piano scuola, pronto per pianificare l’annata scolastica 2020/21, la prima post-lockdown, in seno al Ministero dell’Istruzione si sarebbe ipotizzato di utilizzare spazi alternativi come musei e palestre per consentire lo svolgimento delle lezioni in aule più ampie e numerose.

Ovviamente, dal mondo sportivo, è nato un immediato e unanime coro di critiche, cui non si è sottratto il Piemonte.

Non usare le palestre delle scuole come aule scolastiche ma individuare soluzioni alternative “che non gravino sullo sport delle federazioni e sugli studenti che dovrebbero rinunciare all’educazione fisica”. E’ la richiesta fatta da Regione, Coni Piemonte e Cip Piemonte in una lettera ai Comuni, ai presidenti di province e al sindaco della Città Metropolitana Chiara Appendino, nella quale si suggerisce che per le attività didattiche siano utilizzate “le strutture tipiche a ciò destinate e più idonee, quali musei e biblioteche”.

Per l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca “sottrarre l’uso delle palestre scolastiche alle federazioni sportive e ai ragazzi che le usano per allenarsi durante le ore di educazione fisica può essere un problema su cui vogliamo spostare l’attenzione. Bisogna sforzarsi di trovare altre soluzioni in fretta perché settembre è alle porte”.

Anche per il presidente regionale del Coni Gianfranco Porqueddu “questa per le palestre è una battaglia fondamentale e se la perdiamo abbiamo perso la guerra”, mentre la presidente regionale del Cip Silvia Bruno evidenzia che “se le ore di educazione fisica e lo sport sono importanti per i ragazzi normodotati, lo sono anche di più per quelli che hanno disabilità. Speriamo quindi che l’attività sportiva possa riprendere il prima possibile perché abbiamo molti progetti fermi che vogliamo inaugurare”.

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