Banda ultra larga Piemonte: rischio di perdere i fondi UE

Il Piemonte vuole puntare convintamente sullo sviluppo della banda ultra larga per ridurre il divario digitale che colpisce in particolare le zone montane, e per questo motivo chiede la gestione commissariale in capo alle Regioni perché c’è il rischio di perdere i finanziamenti europei a causa della burocrazia romana.
Rispondendo ad un’interrogazione in Consiglio regionale, l’assessore all’Innovazione, Matteo Marnati, ha ricordato che “da giugno 2019 abbiamo più volte sollecitato Oper Fiber per acquisire un piano aggiornato che ci potesse fornire un quadro esaustivo sulla pianificazione degli interventi per poter informare tutti i soggetti interessati, mentre al ministro competente si è evidenziato il rischio di perdere i fondi comunitari a causa del mancato raggiungimento dei target di spesa previsti nel 2019. Abbiamo anche sollecitato il Governo a farsi carico di un preciso e dettagliato cronoprogramma, a velocizzare l’assegnazione delle risorse e a posticipare la conclusione delle opere entro il 2023. La Regione è ben consapevole dei gravi ritardi sia nella progettazione che nella realizzazione dei lavori, che non possono essere in alcun modo giustificati né dal mancato rilascio delle autorizzazioni necessarie da parte degli enti locali né dall’emergenza Covid-19”.
I dati forniti da Infratel, la società in-house del Ministero dello Sviluppo economico che si occupa della questione, dicono che sono 1.298 i progetti definitivi approvati in fibra ottica, di cui 490 esecutivi, e 1.157 i definitivi approvati in tecnologia wireless, di cui 154 esecutivi. Hanno superato il collaudo definitivo i cantieri di Bognanco (Vco), Carrù (Cn) e Serravalle Sesia (Vc).

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