Trasporto pubblico ad Alessandria: facciamo chiarezza

ALESSANDRIA – La Direzione di AMAG Mobilità intende fare alcune precisazioni su come è stato ed è erogato oggi il servizio di trasporto pubblico nella città di Alessandria, in seguito alle variazioni imposte dall’emergenza sanitaria e ad una serie di inesattezze recentemente apparse nel dibattito pubblico.

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In primo luogo occorre sottolineare che i servizi di TPL non sono mai stati interrotti né durante il lockdown né tantomeno ora durante le fasi di ripresa. I servizi di trasporto pubblico sono rientrati tra i servizi essenziali da garantire e sono sempre stati mantenuti. Ovviamente sono stati ridotti in funzione delle determinazioni per tempo vigenti assunte delle Autorità nelle varie fasi di lockdown, più o meno stringente, ma deve essere ribadito che i servizi non sono mai stati interrotti e non si è mai giunti alla “sospensione totale dei servizi”.

Circa il servizio reso, l’azienda si comporta come da disposizioni emanate dal Governo e recepite dalle Autorità locali e non ci sono disposizioni aziendali diverse da quanto previsto dalle norme oggi in vigore. In particolare, per quanto concerne il rischio di sovraffollamento il comportamento richiesto dal DPCM è noto e ampiamente diffuso sia all’interno dell’azienda, ma anche e soprattutto all’utenza: all’approssimarsi del limite di capacità del veicolo il conducente effettua le necessarie segnalazioni dapprima all’Ufficio Movimento e poi seguendo le indicazioni che vengono per tempo impartite. Quotidianamente tutti i conducenti hanno la disposizione di segnalare a fine turno eventuali situazioni prossime ai limiti consentiti, in modo che preventivamente possano essere predisposti per i gironi successivi dei rinforzi.

E ad oggi, sulle corse effettuate da AMAG Mobilità dall’avvio ufficiale del lockdown, sono stati richiesti rinforzi solo nell’1,24% dei casi che sono stati regolarmente effettuati, rispondendo così alle segnalazioni dei conducenti.

Come si vede nei numeri, i passeggeri non sono stati affatto “lasciati a piedi”; semplicemente occorre ricordare che è vietato ogni episodio di sovraffollamento in tutto il territorio nazionale, anche negli spazi privati e a bordo dei mezzi di trasporto pubblico locale e questo può determinare che si aspetti l’arrivo della corsa di “rinforzo” per alcuni minuti.

AMAG Mobilità è consapevole di alcuni, ovvi, disagi procurati dalla situazione ed è impegnata, nel rispetto delle norme e della sicurezza di lavoratori e utenti, ad assicurare il massimo sforzo.

Cogliamo l’occasione per ribadire le condizioni per usufruire dei servizi di trasporto in sicurezza.

  1. Essere muniti e indossare preventivamente alla salita una mascherina cosiddetta di comunità, a tutela della salute propria e della salute degli altri
  2. Prendere posto negli spazi appositamente identificati sia nei posti a sedere che per i posti in piedi, evitando di salire se il mezzo fosse già alla completa capienza e attendere la corsa successiva
  3. Evitare gli assembramenti anche al momento dell’ingresso o dell’uscita dalla vettura
  4. Essere in possesso di un regolare titolo di viaggio, regolarmente obliterato
  5. È raccomandato l’utilizzo dei guanti monouso.

Circa invece la situazione economico finanziaria dell’azienda ad oggi, pur in presenza del mantenimento dei corrispettivi da parte dell’Agenzia, che servono anche ad erogare anticipatamente a carico dell’azienda gli importi dell’ammortizzatore sociale ai dipendenti, registriamo perdite nei soli incassi da tariffe TPL e sosta pari a circa 1 Mln di euro rispetto agli incassi dello stesso periodo dell’anno precedente.

La ripresa si preannuncia molto lenta, pertanto è dovere dell’azienda utilizzare in maniera oculata gli strumenti ad oggi disponibili per attenuare gli impatti sui conti economici: l’obiettivo prioritario è di garantire anche per il prossimo futuro l’erogazione regolare dei servizi, nonché i livelli occupazionali dei propri dipendenti.

Nulla invece ad oggi è garantito riguardo ai contributi per i servizi scolastici, che solo in un primo momento ne era previsto il mantenimento ma, successivamente, nella conversione in legge del c.d. Decreto “cura Italia”, la norma è stato abrogata.

A ciò si deve aggiungere un sensibile aumento di costi legati all’emergenza sanitaria: a incidere sulla situazione economica sono, infatti, i necessari DPI per il personale, il materiale e i servizi per l’igienizzazione-sanificazione di veicoli e spazi di lavoro, oltre a tutte quelle iniziative extra attivate per contrastare la diffusione del COVID-19 sia per l’utenza che per il personale dipendente

In conclusione, in attesa di incassare i corrispettivi del contratto per i servizi di TPL per come sancito dalla legge nazionale e dalle Autorità in materia, l’azienda sta facendo ricorso agli ammortizzatori sociali consentiti dalle norme anticipando ai propri dipendenti le somme a carico INPS, ma ad oggi le perdite sono ingenti e, purtroppo, non saranno coperte entro l’anno, a causa del mancato introito da tariffa per il TPL e per le aree di sosta.