Silvia Romano, un riscatto milionario pagato quando tanti italiani non hanno ancora ricevuto le indennità promesse?

ROMA – In un momento storico in cui lo Stato non ha i soldi per poter pagare le indennità promesse ai lavoratori rimasti a casa (per volere l’emergenza sanitaria), l’Italia paga un riscatto di 4 milioni di euro per riportare a casa una sua cittadina rapita da un gruppo di terroristi islamici.

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Fin qui non ci sarebbe niente di male. Piuttosto che rischiare di far fare una brutta fine ad una cittadina italiana, meglio “investire” dei soldi.

Nel caso di Silvia Romano, accolta a braccia aperte al suo arrivo dal Premier Giuseppe Conte e da Luigi Di Maio, però, ci sono delle grandissime ombre oscure.

Come spiega benissimo il Corriere della Sera “quando gli 007 italiani l’hanno prelevata nello scambio con i rapitori aveva il capo coperto e gli abiti tradizionali delle donne somale, e quando è stata portata nell’ambasciata italiana in Somalia avrebbe detto di non volersi cambiare d’abito perché è una convertita”.

La cosa che lascia perplessi è, però, proprio il pagamento di quattro milioni di euro ad un gruppo terrorista per poter far liberare una ragazza che ha detto di “essersi sposata senza costrizioni” (salvo poi smentire) con un suo carceriere e che è rimasta incinta da lui.

Per la legge italiana se Silvia Romano si fosse davvero sposata e volesse, potrebbe chiedere, addirittura, il ricongiungimento familiare.

Per gli 007, però, “la conversione potrebbe essere frutto della condizione psicologica in cui si è trovata”.

Se, quindi, la Romano si è davvero sposata, come ha detto inizialmente lei stessa, “senza costrizioni” perché lo Stato ha pagato un riscatto?

Sarebbe come se un uomo italiano si recasse in Russia, trovasse una bellissima fidanzata, dicesse che è stato rapito, si sposasse con lei e per tornare in Italia lo Stato sborsasse 4 milioni di euro. Ah, anche in questo caso ci potrebbe essere il ricongiungimento familiare.

A voi le conclusioni.