Scandalo 25 Aprile: se sei dell’ANPI puoi festeggiare ma i Cattolici a Pasqua non potevano

ROMA – Per il Governo Conte ci sono cittadini di serie a e cittadini di serie b. C’è chi è autorizzato a festeggiare e chi deve stare chiuso in casa. L’esempio più lampante è quello per il 25 Aprile.

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Le associazioni partigiane e combattentistiche – si legge in una nota di Palazzo Chigi – potranno partecipare alle celebrazioni per il 75esmimo anniversario della Liberazione, naturalmente in forme compatibili con l’attuale situazione di emergenza. Saranno date ulteriori indicazioni in tal senso ai prefetti con la consapevolezza del valore che questo anniversario ricopre per l’Italia e dell’importanza di difendere la memoria democratica del Paese“.

Un trattamento che discrimina tutti i Cattolici italiani che sono stati costretti a rimanere in casa per Pasqua e, quindi, considerati cittadini di serie b.

Prendiamo ad esempio il caso di Venezia. La città festeggerebbe San Marco. Il Patriarca presiederà la Messa in Basilica ma i fedeli cattolici saranno obbligati a stare in casa. Nello stesso momento gli associati dell’ANPI (le cui idee politiche sono della stessa parte del Governo attualmente in carica) saranno in giro a festeggiare.

Insomma, due pesi e due misure.

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