omaggio ad un maestro del cinema ora non più tra noi, Carlo Leva

Una cara amica mi ha comunicato la ferale notizia: lo scenografo Carlo Leva, da sempre legato al paese che ci accomuna, Bergamasco in provincia di Alessandria, ha concluso la sua esistenza terrena.

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Ora mi piace immaginarlo accanto a quegli altri maestri del cinema che avevo elencato già nella mia dedica del libro “Scrivere sceneggiatura low budget in Alessandria” (2009), che riporto integralmente qui in calce.

Mantengo quindi ora il ricordo, al pari degli altri grandi del cinema che ho avuto il piacere, anzi l’onore di frequentare come il mio insegnante lo sceneggiatore Furio Scarpelli, senza dimenticare Riccardo Pazzaglia, che mi hanno onorato della loro amicizia al pari di Mario Verdone, Alessandrino onorario dal 2000 (anche perché questa città gli diede i natali nel 1917).

Con Carlo ho avuto modo di lavorare come aiuto scenografo nel 1984 in occasione di una particolarmente elaborata esterna del famoso programma di varietà “Fantastico” prodotto dalla Rai, interamente ambientata nel Teatro Comunale di Alessandria.

Un’occasione preziosa che mi ha fatto comprendere non soltanto quanto sia materiale e faticoso il mestiere di cineasta, affrontato con uno scenografo che alle indubbie qualità affiancava abnegazione e serietà professionale; insomma, il valore di un lavoro ben fatto che costa fatica fisica e molte ore di impegno, che però in quel caso hanno regalato a milioni di persone un evento di svago intelligente ed accurato.

Siamo riusciti a ricreare non soltanto la magia di quella collaborazione, ma anche una buona rievocazione del mondo cinematografico di cui Carlo fu non soltanto partecipe, ma anche fautore, quando terminata la Scuola Holden come sceneggiatore, nell’anno 2001 riuscii a scrivere e far produrre il documentario “Carlo Leva scenografo, appunti per un documentario” (la mia prima opera, che venne proiettata in molte occasioni, anche a Parigi).

Mi spiace molto che quell’opera sia andata perduta, perché con al regista Lucia Roggero avevamo saputo non soltanto raccontare il mestiere di scenografo e l’immensità della produzione cinematografica italiana del dopoguerra, ma soprattutto l’uomo, Carlo, immerso nelle memorie fatta di sceneggiature, fotografie dentro e fuori scena, oggetti recuperati dal set in una atmosfera che non era fatta di nostalgia, bensì di amore sconfinato per quel mestiere comunque duro pur se affascinante chiamato cinema, la fabbrica dei sogni.

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Testo integrale della dedica del saggio “Scrivere sceneggiatura low budget in Alessandria” (2009, Opificio delle Arti, Alessandria)

Questo libro vuol essere un omaggio ad un amico che il cinema lo ama profondamente.

Che lo ama da sempre.

Non soltanto perché ha lavorato come scenografo in quelli che sono stati veramente gli anni d’oro della produzione cinematografica italiana, dagli anni Sessanta agli Ottanta.

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Carlo Leva è nato nel 1930 a Bergamasco, un paese a circa 15 km da Alessandria, ma diviso la sua esistenza su qualche set di un film o di uno sceneggiato televisivo a Roma soprattutto.

L’amore per il cinema lo ha dimostrato anche con la risistemazione della parte storicamente rilevante del castello di Bergamasco, la cui origine risale all’Anno Mille circa.

A proprie spese vi ha sistemato bozzetti scenografici, fotografie di scena, cimeli dei suoi film, ma anche materiali tratti anche da set diversi da quelli su cui lavorato.

Condivido con Carlo la terra d’origine e come lui subisco il fascino del cinema perciò il suo castello per me è sempre stato il luogo incantato dove il cinema rivive.

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L’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha decretato il castello immobile “d’interesse particolarmente importante ai sensi del Decreto legislativo 29 Ottobre 1999, nr 490” specificando che l’interesse si estende al “vero e proprio museo del cinema, visitabile, coi reperti accumulati in una vita intera”.

Ricordo con piacere un’esperienza come suo aiuto scenografo in occasione della realizzazione di un’esterna Rai per una puntata del programma d’intrattenimento “Fantastico”.

Nel corso dell’anno 2001 sono riuscito a trovare sostegno e collaborazione per realizzare “Carlo Leva scenografo, appunti per un documentario” con la regia di Lucia Roggero che, prodotto dall’associazione culturale Lo Spettattore (sic) di Asti, è stata anche la mia prima prova da sceneggiatore.

In quell’occasione ed anche per arricchire con riprese di momenti vivaci e reali il documentario, con la preziosa collaborazione dei docenti del Dams di Torino, i professori Franco Prono e Giulia Carluccio, s’è organizzato un piccolo evento proprio nel castello di Bergamasco.

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Nella mattinata di quel Sabato 21 aprile sono giunti due torpedoni di studenti universitari entusiasti e affascinati dal seminario di Carlo sulle scenografie del film “Il gatto a nove code” di Dario Argento e poi dall’immersione nei ricordi di vita sul set.

Carlo Leva è stato scenografo in oltre 150 lungometraggi (scusate, ma ho perso il conto esatto) con moltissimi registi fra i quali ricordo in ordine sparso Sergio Leone (fra l’altro la celebre trilogia del dollaro), Dario Argento, Dino Risi, Luciano Salce, Federico Fellini, Luis Malle, Jean Delannoy, Claude Chabrol, King Vidor, Terence Hill, Luciano De Crescenzo, Florestano Vancini, Gianni Puccini, Giuliano Carnimeo, Aldo Lado, Umberto Lenzi, Daniele Danza, Alberto Bevilacqua, Sergio Sollima, Jorke Grau, Riccardo Freda, Ezio Muzii, Giorgio Bianchi, Renato Castellani, Raffaele Matarazzo, Carol Reed, Ettore Maria Fizzarotti, Stelvio Massi, Tonino Valeri, Oscar Rudolph, Massimo Franciosa, Primo Zeglio, Antonello Rondi, Giovanni Fago, Robert Mazojer, Domenico Paolella, Robert Pouret, Jean Pierre Mouqui, Vittorio Cottafavi, Leonardo Cortese, Furio Angiolella, Cloude Muller, Sergio Genni, Enzo Milioni, Gianfranco Mingozzi, Pierre de Moro, Ken Annakin, Samuel Marabotto, Emanuel Glisenti, Antonio Margheriti…

L‘elenco continua.

Carlo Leva è ancora in attività!

Claudio Braggio

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